Vicoforte Confraternita dei Battuti
Giovedì 7 dicembre 2017
dalle ore 21:00 alle 23:00 · durata: 2 h
SPETTACOLO TEATRALE – INGRESSO LIBERO
Glorious Hill, primi anni dieci del ‘900
Siamo in Mississippi, sud degli Stati Uniti, patria del ragtime, del blues e del jazz. La schiavitù afro-americana è stata abolita da meno di mezzo secolo (anche se va precisato che la legge che abolisce la schiavitù in Mississippi è stata ratificata solo nel 2013!), ma l’aria che si respira è ancora rurale e conservatrice, ben diversa dal progressismo degli stati del nord.


La componente religiosa di questa cittadina di “cinquemila anime con un analogo numero di corpi” è il protestantesimo. Il pastore di questa comunità, il reverendo Winemiller, è il padre di Alma, meglio conosciuta come l’Usignolo del Delta.
La giovane, cantante e insegnante di canto di modesta portata, è rinomata da tutti più per le sue stranezze che per le doti canore.

Marchiata come una eccentrica, ovvero una diversa, ha soltanto la colpa di essere una ragazza estremamente sensibile, che non nasconde la propria emotività e che lascia trasparire purezza e poesia. Per resistere al peso schiacciante del confronto con gli altri, che le provoca palpitazioni e crisi respiratorie, Alma è dipendente da potenti psicofarmaci.

A peggiorare la sua nomea c’è Grace, la madre, intrappolata nei ricordi di un passato doloroso in cui la sorella Albertine morì a causa di un incendio dopo essere fuggita con un artista già sposato, cosa di per sé vergognosa a quei tempi.
Le due donne costituiscono una “croce terribile da sopportare” per il reverendo che spende i suoi ultimi sforzi nell’intento di raddrizzare almeno la condotta della figlia, affinché non si ritrovi nelle stesse condizioni della madre, folle ed evitata da tutti.
Benché Alma sia circondata da pochi e dubbi amici, con cui ha fondato un Circolo dedito alla cultura, non è insensibile all’amore.
Uno spasimante sincero e accalorato ci sarebbe, Roger, bancario e suonatore di corno nella banda cittadina.
Peccato che il giovane che ruba il cuore ad Alma fin da piccola sia invece il vicino di casa John Buchanan, promettente laureato in medicina, figlio del dottore, destinato a una sicura carriera di successo in tutta America.

La madre del rampollo, la Signora Buchanan, non perde occasione per sfoggiare la loro appartenenza alla classe borghese e per cantare le lodi di John, per il quale ha già programmato un luminoso futuro: batteriologo di fama, sposato con una donna devota e degna della sua posizione, circondato da un nutrito numero di bambini “normali”.
Agli occhi della Signora Buchanan, Alma è decisamente un pericolo da combattere perché il suo interesse per John rischia di infamarlo: il “piccolo John” non può e non deve mescolarsi con persone umili, note a chiunque come problematiche, la cui storia familiare è tutto fuorché impeccabile.
I timori della invadente Signora sono però infondati: John non è innamorato di Alma. Tuttavia è uno dei pochissimi a riconoscere il profondo valore della giovane, dotata di un’audacia e di una capacità di andare controcorrente che egli stesso non possiede.
Affascinato da lei, John le dedica attenzioni e la invita ad uscire. Alma incredula sprofonda così nella passione, pur sapendo che John non la contraccambia. La sua superficie candida e innocente lascia man mano emergere un doppio (un “doppelganger”) istintivo ed erotico.
In una memorabile notte di capodanno Alma rischia il tutto per tutto: si dichiara a lui e gli propone di andare in una camera ad ore. Benché John la preavverta dell’impossibilità di dar seguito a una relazione, Alma accetta di trasformarsi in una di quelle creature che il medico osserva al microscopio, la cui vita si sviluppa e termina nell’arco di una sola ora.
All’affermazione di John “Tu non sei una di quelle creature, un’ora non è una vita per te”, Alma ribatte con “Dammi l’ora e me ne farò una vita”.

Questo sarà così il destino cui si vota Alma: la ricerca costante di rivivere quell’ora attraverso altri uomini in grado di ricordarle John, perché quell’ora è ormai la vita e fuori da quell’ora nulla più esiste. Imperturbabile di fronte alle vicende umane, troneggia nel centro della piazza di Glorious Hill un angelo di pietra, il cui nome scolpito è Eternità.
Osservatore immobile e distaccato del declino di Alma, l’angelo, dapprima simbolo dell’anima pura ed eterna della ragazza, diventa il memorandum della sua condanna a replicare eternamente quell’ora con John.

Tennessee Williams

Drammaturgo, sceneggiatore e poeta statunitense, Tennessee Williams è famoso in tutto il mondo per “Lo zoo di vetro”, “Un tram che si chiama Desiderio” e “La gatta sul tetto che scotta”.
Con “Le eccentricità di un usignolo” fu sua precisa intenzione riscrivere e perfezionare il suo precedente dramma “Estate e fumo”.
L’ASTROLABIO costituisce dal 1992 un punto di riferimento per il teatro sul territorio monregalese. Con questo spettacolo festeggia, insieme agli spettatori e a chi nel tempo lo ha sostenuto, i suoi 25 anni!
